Fino allo scorso secolo l'anatomia di una chiave, pur nel suo fascino, si basava sulla pura e semplice meccanica, e sui principi delle leve. A guidare la sua evoluzione nella storia, dunque, è stata soltanto l'introduzione progressiva di nuovi materiali di costruzione: dal legno al ferro, dall'ottone alle leghe usate oggi (si veda l'articolo). È grazie al progresso degli ultimi 50 anni, invece, se oggi esistono anche le chiavi a banda magnetica, e quelle dotate di chip che non corrono più neppure il rischio di smagnetizzazione.
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| Una Keycard garantisce un tasso di sicurezza molto più elevato. |
Come la chiave abbia contribuito all'avanzamento scientifico, invece, è una questione più subdola, ma se vogliamo anche più generale: il sapere nuovo deriva dal benessere sociale, o comunque da questa esigenza, e la nostra società si fonda sulla proprietà. Tutto ciò che è proprio va protetto, ed è così che il mondo si è riempito di serrature: da quelle delle nostre case a quelle più "immateriali" che proteggono i nostri dati virtuali, e vanno sbloccate da una password. Se le reti aziendali o quelle dei laboratori scientifici non fossero protette da chiavi, non potrebbero nemmeno esistere.


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