giovedì 22 novembre 2018

La chiave e la scienza

Se la scienza permette di realizzare nuove cose, e le cose contribuiscono all'avanzare del progresso scientifico, vediamo come questo stretto rapporto si possa conciliare nel caso della chiave.

Fino allo scorso secolo l'anatomia di una chiave, pur nel suo fascino, si basava sulla pura e semplice meccanica, e sui principi delle leve. A guidare la sua evoluzione nella storia, dunque, è stata soltanto l'introduzione progressiva di nuovi materiali di costruzione: dal legno al ferro, dall'ottone alle leghe usate oggi (si veda l'articolo). È grazie al progresso degli ultimi 50 anni, invece, se oggi esistono anche le chiavi a banda magnetica, e quelle dotate di chip che non corrono più neppure il rischio di smagnetizzazione.

Una Keycard garantisce un tasso di sicurezza molto più elevato.

Come la chiave abbia contribuito all'avanzamento scientifico, invece, è una questione più subdola, ma se vogliamo anche più generale: il sapere nuovo deriva dal benessere sociale, o comunque da questa esigenza, e la nostra società si fonda sulla proprietà. Tutto ciò che è proprio va protetto, ed è così che il mondo si è riempito di serrature: da quelle delle nostre case a quelle più "immateriali" che proteggono i nostri dati virtuali, e vanno sbloccate da una password. Se le reti aziendali o quelle dei laboratori scientifici non fossero protette da chiavi, non potrebbero nemmeno esistere.

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